Prima di inserire questi commenti ho segnalato che essi costituiscono una germinale vissuta riflessione che poi si trasforma spesso in una storia (anche questa con un possibile canovaccio ad hoc per la gente che troverò) che racconto in quella particolare messa. Cercando la sintonia con le persone che vi partecipano. Gesù insegna a non preparare prima il proprio intervento nel senso di prima di Lui, senza di Lui. Dunque con Lui il sacerdote si prepara ma resta sempre aperto allo Spirito nelle situazioni vive, senza andare col pilota automatico ripetendo una lezioncina. Dietro a Cristo, in Cristo, che è anche il suo corpo, quei fedeli. Dunque i commenti scritti possono risultare in varia misura astratti. Ancbe sapendo chi li leggerà non è la stessa cosa. Dal vivo si intercomunica in tanti modi, vi sono per tutti mille sfumature vive… Mi pare non sia un caso che Gesù non abbia lasciato nulla di scritto. Io ho scritto molte cose, altrove anche con taglio più culturale, perché questa germinale via del discernimento del cuore divino e umano di Gesù, del cuore nella luce serena, così feconda di sviluppi a tutto campo, non vada perduta. E anche in questi commenti è sottesa tale ricerca. Ma si tratta di piccole tracce, che potrebbero anche rischiare di venire in varia misura travisate. La vita si comunica dal vivo. E la prima cosa è la fiducia nell’opera di Dio…