Mt 16, 24-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».

Il ragionare astratto è il limite comune a molti conservatori e innovatori nell’oligarchia: chiusi negli intellettualismi non sono in grado talora di recepire lo stimolo a cercare un vissuto, equilibrato, discernere. Nel proprio cammino identitario e anche nello scambio. Per i cristiani il concreto discernere del Gesù dei vangeli, il suo cuore divino e umano, non devozionistico né intellettualistico, che cresce nello Spirito che scende come una colomba. Questa mancata sempre più equilibrata maturazione umana lascia ingabbiati nei cervellotismi che distorcono anche il messaggio evangelico in regole astratte di cui non si coglie lo Spirito o in rinnovamenti figli del ragionare a tavolino del proprio tempo. Il tecnicismo imperversa e lo sfacelo totale è sempre più vicino. Tale svuotamento facilita il dilagare degli apparati al servizio di pochi potenti. La gente è spogliata di tutto. Le si presentano sempre situazioni in cui una sedicente scienza afferma non si possa fare altrimenti. Sempre l’interesse della finanza, dei potenti di internet… Chiediamo a Gesù di portarci sulla sua strada semplice, bella, serena, vissuta. Anche Maria sembra indicarci questo quando afferma che il suo cuore immacolato trionferà.