Mt 9, 27-31
 
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Oggi mi soffermo sull’ascolto. I due ciechi hanno fede ma non ascoltano. Gli pare più logico manifestare l’opera di Gesù, magari pensano che Gesù abbia fatto loro questa richiesta per modestia. L’ascolto dipende dalla fiducia non è una comprensione meramente razionale. Qui sotto parlo di un percorso di pienezza dell’ascolto. Ma il cammino di ciascuno è personalissimo, graduale. Anche un minimo passo in quella direzione è una grande grazia di Dio.

Ogni uomo può in mille modi contribuire alla ricerca del vero, anche semplicemente con la sua stessa vita, le sue speranze, i suoi bisogni, le sue difficoltà. Ogni uomo può ricevere intuizioni originali, profetiche. Ma la profezia più profonda nasce dal sempre più profondo ascolto, dalla sete di Luce. Gesù è la Parola di Dio perché è l’ascolto del Padre. E il titolo con cui preferisce chiamarsi è quello di Figlio dell’uomo. Ossia uno che impara da tutti e da tutto. Anche Maria imparava da tutti e da tutto, serbava tutti quei fatti-parole gettandoli alla rinfusa nel suo cuore, sembra dire letteralmente il testo di san Luca. Erano essi, accolti nel cuore, a rivelarsi gradualmente. Semi, doni di grazia, non concetti. Sete di Luce. E non già circoscritta da paletti, solo spiritualistica, intellettualistica o solo pratica. Fatti parole, secondo l’intraducibile parola greca ῥῆμα. L’umanità intera della persona sempre più aperta dalla e alla Luce di Gesù, Dio e uomo, alla sua grazia divina e umana. Vi diranno eccolo qua, eccolo là, non andateci perché il regno di Dio è in mezzo a voi, con il contributo di tutti e di tutto. Verità, libera identità e scambio, vita concreta. Non solo un aspetto, chiudendo e svuotando le persone. Restando nelle astrazioni, nel tecnicismo, che stanno conducendo l’umanità al crollo.

Forse in mezzo a tanti pericoli stiamo giungendo ad una nuova tappa nella storia della salvezza: alla fine il mio cuore immacolato trionferà. Cosa vuol dire poi “alla fine”? Forse che specifiche persone e società devono sperimentare il fallimento per appoggiarsi sempre più in ogni cosa a Dio?

“Samuele acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole” (1 Sam 3, 19). Ascoltare significa vivere: “Tu sei degno di prendere il libro

e di aprirne i sigilli,

perché sei stato immolato

e hai riscattato per Dio con il tuo sangue

uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione

e li hai costituiti per il nostro Dio

un regno di sacerdoti

e regneranno sopra la terra” (Ap 5, 9-10).