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Sono io che ti parlo (Gv 4, 26)

Mese: Novembre 2020 Page 1 of 3

Commento letture 1 dicembre 2020

Lc 10, 21-24
 
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Gesù fa, con discrezione, di tutto per aprirci alla vita. Egli ci orienta ad una continua conversione ad un graduale rinnovamento di tutta la nostra umanità. Non è un programma efficientista, un dover funzionare sempre meglio ma la sempre nuova grazia in noi che ci porta con amorevole sapienza in una vita nuova. Forse pur crescendo in tante cose resteremo a lungo con alcuni limiti e difetti ma anche la nostra debolezza può essere parte del meraviglioso disegno di Dio per noi. Dunque il cammino di ciascuno va accompagnato cercando lo sguardo di Dio, la sua delicatezza e non in uno schematico perfezionismo.

Commento vangelo 30 novembre

Mt 4, 18-22
 
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Che Dio ci doni di riconoscere e accogliere la specifica chiamata che ci rivolge. Dunque non schematismi ma la nostra personalissima via che si apre alla sua luce, donandoci ogni vero bene, verso la pienezza.

Commento vangelo 28 novembre 2020

Lc 21, 34-36
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Serenità e attenzione. Gli estremi sono sempre due. Dio ci fa crescere nella pace senza che questa diventi la quiete di un morto. Attenti al sempre nuovo venire di Gesù, alle vie della crescita, al superamento di blocchi, ferite, strutturazioni fasulle, reazioni inadeguate. Ma ciò secondo la amorevole sapienza di Dio è non invece un perfezionismo meccanico.

Commento vangelo 27 novembre 2020

Lc 21, 29-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

La natura ci parla di Dio, del cammino spirituale, perché è frutto dello stesso Padre. Egli agisce con delicatezza, gradualità e il germogliare del suo dono è l’esordio di ciò che si potrà fecondamente sviluppare.

Commento vangelo 26 novembre 2020

Lc 21, 20-28
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Una parola di grande speranza per questo tempo difficile. Gesù non dice che le difficoltà non potranno più darsi. Ma se Lui le permette si trasformeranno in vita per chi lo segue. La crisi porta a cercare un Dio vicino, divino e umano, proprio Gesù, il Figlio dell’uomo. Risollevatevo e alzate il capo, la vostra liberazione è vicina.

Un sito per la libera ricerca: Sinodalità

Dialogare liberamente tra cristiani significa aprire brecce nella società del pensiero unico che sta conducendo verso il crollo. Ecco il motivo della nascita del sito Sinodalità.

https://cercogesu.altervista.org/

Commento vangelo domenica 29 novembre 2020, 1 di Avvento, anno b

Mc 13. 33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Che bello vivere in attesa della sempre nuova venuta di Dio con ogni bene. Essa ci aiuta anche ad essere positivi circa le speranze e i timori sul futuro, a non fasciarci la testa prima del tempo, a pensare che con Dio così buono tante cose perché non dovrebbero andare bene.

Commento vangelo 25 novembre 2020

Lc 21, 12-19
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
 «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Non risposte prefabbricate ma gradualmente sempre più profondo ascolto dello Spirito nelle situazioni specifiche. Non dunque scelte fatte a tavolino ma maturate lungo la sequela concreta di Gesù giorno per giorno. Lasciando che ci aiuti a vivere dell’abbandono fiducioso in Lui anche le difficoltà. Così la vita è ogni dono vengono sempre di più, come non avremmo immaginato.

Commento vangelo 24 novembre 2020

Sant’Andrea Dung-Lac, sacerdote e compagni martiri

Lc 21, 5-11
 
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Badare di non lasciarsi ingannare. Come si fa, con le tante voci interne ed esterne che agitano la nostra vita? È Dio che ci porta. Se cerchiamo di lasciarci condurre da Lui secondo la sua sapienza ci insegnerà a trovare i giusti riferimenti, gli aiuti, per crescere imparando a discernere nella pace le vie della sequela.

Commento vangelo 23 novembre 2020

Lc 21, 1-4
 
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

Che bello venire portati, cercare di vivere, nella sempre più profonda in noi luce del vero. Lontani dalle apparenze e dalle loro nevrosi. Piccoli e semplici nell’amore di Dio ed in Lui in quello, di cuore, per i fratelli.

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